Si sa, in Italia nulla è più divisivo e polarizzante del calcio. Quando c’è in gioco la fede per certi colori, l’emotività prende il sopravvento sulla ragione, e, in automatico, il sostegno incondizionato per la propria squadra risulta direttamente proporzionale all’ostilità per la fazione avversaria.
D’altronde, se a regnare sono gli impulsi, anche gli individui più equilibrati tendono ad abbrutirsi, in modo particolare quando subentra l’effetto branco, che abbassa i freni inibitori e trasforma i tifosi in animali inferociti che ringhiano contro quelli che vengono identificati come nemici.
Purtroppo, la degenerazione è sempre dietro l’angolo. In un tempo come il nostro, dove le informazioni sono ridotte sempre più massicciamente a coriandoli, dove impera la pretesa di potersi formare un’idea che abbia una spina dorsale in cinque minuti, e, in ultimo, dove si crede che tutti, ma proprio tutti, debbano avere un’opinione su tutto, lo scadimento del dibattito è un’inevitabile conseguenza. In altre parole, la dialettica, ovvero il metodo socratico di arrivare a delle conclusioni attraverso una serie di domande e risposte, è merce sempre più rara.
Come scriveva Bertrand Russell, gli errori logici hanno un’importanza maggiore rispetto a quanto si creda, poiché consentono a chi li commette di avere l’opinione che preferisce su un dato argomento, sebbene incoerente o erronea.
Tuttavia, vivendo in un mondo dominato da scienza e tecnologia, abbiamo acquisito la pericolosa convinzione che, qualora un fatto non sia dimostrabile empiricamente, tramite dati incontestabili, allora qualsiasi posizione su un determinato tema sia ugualmente valida.
Il risultato è la riduzione di complessità, che prende forma attraverso le dicotomie: giusto-sbagliato, buoni-cattivi, destra-sinistra, o, per l’appunto, Inter-Juventus.
Ma un approccio di questo tipo genera inevitabilmente astio verso l’idea avversa alla propria.
Come sostenuto da Karl Popper nel suo paradosso della tolleranza, una collettività caratterizzata da tolleranza indiscriminata è destinata a esser stravolta e soggiogata dalle frange intolleranti (e ne conosciamo un bel po’, da queste parti).
A voi le conclusioni.