E così, tra gli imbarazzi di una smentita frettolosa e il maniavantismo di una conferma tirata per i capelli, l’Italia si accinge ad accogliere l’ICE all’interno dei propri confini.
La brutale milizia statunitense dovrà garantire la sicurezza durante le Olimpiadi di Milano-Cortina, ma, a tal proposito, ci sovviene qualche domanda.
In primis, garantire la sicurezza di chi e di cosa?
C’è chi sostiene che questi cosplayers delle SS si occuperanno solamente della protezione dei vertici del governo di Washington presenti in Italia, come il vicepresidente Vance o il Segretario di Stato Rubio, anche se, di norma, questo ruolo spetterebbe al Secret Service, non a una banda di teppisti picchiatori, anche se istituzionalizzati.
Ma invece no, giacché sono intervenuti gli stessi americani, comunicando che l’ICE opererà da sedi diplomatiche, come l’ambasciata di Roma (dove, peraltro, pare sia già presente), e che comunque il suo compito sarà quello di prevenire o combattere eventuali attacchi stranieri.
Di nuovo: di chi e di cosa?
Insomma, le ragioni di questo dispiegamento di forze e le modalità operative sono tutt’altro che chiare, costringendoci a dubitare perfino delle leggi in base alle quali l’ICE agirà, qualora dovesse accadere qualcosa.
Si dovrebbero seguire norme giuridiche e procedurali italiane, com’è ovvio e banale constatare, ma sarebbe altrettanto ovvio e banale che la sicurezza fosse appannaggio delle nostre forze dell’ordine e armate, considerando che ci troviamo sul suolo nazionale.
Insomma, con questi chiari di luna, è bene preservare il dubbio e la diffidenza, visto che i nostri politici sono i primi a cascare dal pero.
Già, i nostri politici. Se possibile, ciò che più fa specie di questa storia a metà tra il grottesco e il tragico, è che proprio un governo di destra, sovranista e nazionalista, si pieghi di buon grado alla volontà dello straniero prepotente, accettando sommessamente il ruolo da vassallo di provincia, sempre pronto a genuflettersi di fronte al suo re.
Proprio questo governo, in cui il partito che vanta più consensi affonda le proprie radici nel MSI (Movimento Sociale Italiano), diretta filiazione dei resti della Repubblica di Salò, ultimo rantolo del fascismo morente.
Dal revanscismo al servilismo il passo è breve, sebbene Meloni e i suoi accoliti continuino a urlare che l’Italia sia tornata, dopo anni di mediocrità, a essere una nazione rispettata e rilevante nel panorama europeo e internazionale.
Forse si riferiscono alla cucina nostrana che diventa patrimonio dell’UNESCO, o a Jannik Sinner che demolisce avversari in giro per i tornei di tutto il globo.
Non c’è manco la Nazionale di calcio, visto che fa scena muta da un po’…
Ad ogni modo, l’Immigration and Customs Enforcement poggerà i propri stivali ed eserciterà la sua autorità sul nostro territorio, per quanto umiliante e rivoltante possa sembrarci.
Ci chiediamo se presenzierà alle operazioni pure uno dei suoi pittoreschi leader, un inquietante incrocio tra Heinrich Himmler e Rudolf Höß, di recente rimosso dal comando della cosiddetta Operation Metro Surge, in seguito ai drammatici disordini di Minneapolis.
Del resto, come suggerisce l’eloquente nome, Greg Bovino non è né un WASP né un diretto discendente dei puritani del New England, come magari desidererebbe, ma soltanto un figlio di poveri immigrati calabresi in cerca di un futuro migliore nella terra dove tutto era possibile.
La stessa terra che sta disperatamente tentando di negarlo a noi, quello stesso futuro.